Rete Italia: la politica dell’altro e… dell’oltre
Bertone e Formigoni tra i relatori della convention di Riccione
di Emanuel Bernardi (emanuel.bernardi@alice.it )
pubblicato su http://www.lottimista.com/politica/129-rete-italia-la-politica-dellaltro-e-delloltre.html
“La politica è cosa sporca?”. La domanda del cardinal Bertone riecheggia nel Palacongressi di Riccione lo scorso 19 Febbraio, di fronte alla platea di Rete Italia, il movimento politico nato per iniziativa di Roberto Formigoni. Gli organizzatori hanno scelto il tema: “Costruire il bene comune è possibile” (senza punto di domanda, fa notare Maurizio Lupi…). Ed il Segretario di Stato Vaticano dà mostra di prendere sul serio la perentoria affermazione. “La politica è cosa sporca? Dalla risposta a questa domanda dipende quella sul ruolo dei giovani nella politica”.Si sente tutta la premura del Pastore nelle parole di Sua Eminenza: serve una nuova generazione di politici cattolici, scandisce, che deve ispirarsi allo spirito di servizio di San Tommaso Moro, non al feroce cinismo di Nicolò Machiavelli; che deve prendere a modello il giovane del Vangelo, che dona a Cristo i cinque pani e i due pesci, poi moltiplicati per la folla; che deve guardare al gruppo di laureati cattolici che scrisse il Codice di Camaldoli nel 1943, fondamento dell’azione successiva dei democratici cristiani.
Si fanno curiosi discorsi a Riccione. Capita di sentire affermazioni del tipo: “L’interesse per i carcerati non è un’opera pia, ma l’esame del sangue del rapporto col prossimo e della nostra idea di politica”. Spiega Renato Farina, deputato Pdl: ”Le carceri fanno parte della nostra casa, e se una stanza della nostra casa marcisce, marcisce tutta la casa”. Racconta come, su sollecitazione di alcuni amici, ha iniziato un’opera periodica coi carcerati, diventando un punto di riferimento per le persone coinvolte. Perché il cambiamento parte da un rapporto con l’altro, che diventa decisivo per l’educazione della persona.
Andare verso l’altro e verso l’oltre a volte è una vera scommessa. Lo testimonia anche Roberto Formigoni: nel 1995 la Lombardia attraversava “uno dei momenti di massimo degrado”, ma per prima cosa ha voluto “reimpostare i rapporti coi cittadini. Sapevo di potermi fidare dei lombardi. Puntavo sulla loro forza e sulla voglia di riscatto”. Ha incominciato a rispondere a tutte le lettere. Un giorno un cittadino stupito esclamò: ”Presidente, cos’è successo? Lei mi ha risposto!”. Aggiunge il Governatore: ”State certi che quel cittadino voterà sempre per me…”. La Lombardia ha superato quel momento, ed oggi “i cittadini godono della libertà di scelta che prima non avevano grazie al passaggio dal pubblico al pubblico-privato”.
Ma Rete Italia vuole essere, appunto, una rete. Così alla fine di sabato 20 Febbraio il momento dell’assemblea fa incontrare soluzioni e problemi, speranze e delusioni, domande e risposte. Carmensita Furlano descrive la deprimente situazione della politica calabrese e ringrazia per la bella esperienza: le testimonianze dei ragazzi di Torino descrivono la scuola di formazione Winter School; si parla dell’associazione giovanile quindicitrentadue…. Al termine le persone si cercano, chiedono suggerimenti, si scambiano numeri di telefono.
Rete Italia insegna che costruire il bene comune è possibile: non basta il fascino di una bella dottrina, ma occorre una presenza costante, viva, vicina, capace di annullare le distanze e di trasformare la realtà. Solo così l’uomo si realizza, solo così la società si costruisce: se c’è un io che incontra un tu. O altrimenti detto, solo se si accetta di lasciarsi andare verso l’Altro e verso l’Oltre.




